rebranding

 

Nel mio lavoro di consulente d’immagine spesso le clienti mi chiedono di ridefinire l’immagine professionale.

Quando lavoro con le libere professioniste l’aspetto del personal branding e della loro immagine digitale è correlato. Così capita spesso che da un consulenza personale si ragioni in termini di definizione della propria immagine nel web, con relativo sito e canali social di riferimento.

E’ un passaggio naturale, ma da questo ne conseguono consulenze incentrate solo sull’immagine digitale.

Tale consulenza necessita di  un  ampliamento dei servizi, (servizi specifici per professionisti) di posizionamento e di target: una evoluzione. Per far comprendere al meglio questa evoluzione è necessario fare un rebranding.

Inizialmente pensavo di inserire nel sito solo i nuovi servizi, ma il tutto stonava e poi c’erano alcuni passaggi poco chiari e non visibili all’esterno, ma solo dalle persone che collaboravano con me.

Così mi sono rivolta ad una business coach, Roberta, la quale con un lavoro di analisi delle competenze, analisi dell’attuale struttura del mio business, calcoli e ridefinizione di un business plan, mi ha aiutata a mettere a fuoco tutti i servizi che offrivo.

Insieme  abbiamo studiato un nuovo  e più strutturato modello di business.

Evolvere e cambiare

Il cambiamento non è stato facile né felicissimo, ci sono servizi che sono stati tolti perché incompatibili per il nuovo target, l’immagine stessa cambierà ed essendo che per lo sviluppo del progetto ci saranno collaborazioni e partnership con altri professionisti, anche il nome avrà un cambiamento: PR STUDIO: visual brand styling.

Visual identity

Mi occupo sempre di immagine, ma soprattutto immagine di brand dei liberi professionisti, delle creative, delle piccole aziende.

Si parte sempre dallo studio della strategia di brand per definire colori , loghi e immagini che identificano il brand e l’immagine professionale della libera professionista o della creativa. Saranno servizi a 360° ma incentrati sul business, e sulla creatività.

Perché un re branding?

Perché l’evoluzione del business è avvenuta seguendo le richieste, ma a questo punto il cambiamento è così evidente che necessita di una nuova identità visiva – visual identity –  che in soldoni è quello di cui mi occupo e se non rinnovo io va a finire che faccio come il calzolaio che va in giro con le scarpe rotte…

Re branding cos’è?

Fare un re – branding non significa solo cambiare colori del sito, logo, grafiche per i social  e brochure, quello è solo la concretizzazione esterna e visibile del brand,  – visual identity -. Fare un rebranding significa prima lavorare su sé stessi, le proprie competenze, come convogliarle e tradurle in maniera nuova, rispondere a delle domande che scavano dentro di te  (quante ore di coaching con Roberta…).

E’ necessario ridefinire una mission, studiare una strategia di servizi che ti porti negli anni a scalare il tuo business, studiare nei minimi particolari i conti, e solo dopo definire in maniera visibile e riconoscibile tutto ciò.

Rebranding vs Restyling

Molti confondono il rebranding con un restyling: ovvero cambiare sito, colori o aggiungere un logo. Il restyling è un passaggio successivo. Prima si definisce l’identità del brand, i valori, i servizi o prodotti, poi per quei servizi si studia l’immagine che li renda unici, riconoscibili e identificabili dal cliente.

E questo è quello di cui mi occupo: VISUAL BRAND STYLING.

Nei prossimi post ti farò vedere passo passo la realizzazione del progetto: dai colori, al logo allo style book.

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1 Comment on Il mio rebranding: da dove parte a cosa arriva.

  1. cinzia franchina
    22 giugno 2018 at 13:20 (5 mesi ago)

    Molto chiaro e stimolante come sempre. Buon lavoro Patrizia.

    Rispondi

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